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Predis


Incontro con...


Annullato

'PREDIS, la nazione negata' racconta la storia dell'indipendentismo friulano nel corso del Novecento, attraverso le figure di tre 'preti combattenti friulani’, Don Giuseppe Marchetti, Don Francesco Placereani e Don Antonio Bellina, che hanno cercato di destare la coscienza del loro popolo affinché si riappropriasse della propria storia, lingua e cultura, ma soprattutto della propria identità.
Come tutte le grandi menti illuminate, i tre preti, avevano anticipato di molto i tempi ed avevano avvertito dei pericoli che un mondo globalizzato avrebbe portato a tutte le culture e le lingue “minori”, proprio per questo i tre preti hanno cercato di far capire alla loro gente quanto fosse importante lottare per i propri diritti.

Regista

Massimo Garlatti-Costa

Recensioni


PREDIS, la nazione negata, è il secondo film di una trilogia che vuole raccontare la storia del Friuli e dei friulani che hanno lottato per i propri diritti di identità, è il prequel di MISSUS, l’ultima battaglia, uscito nel 2017, film che documenta il momento attuale della lunga battaglia dei preti di Glesie Furlane per il diritto di pregare nella propria lingua.
Attraverso un viaggio nel novecento friulano PREDIS, la nazione negata racconta la storia di tre preti friulani, Don Giuseppe Marchetti, Don Francesco Placereani e Don Antonio Bellina che hanno dedicato la loro vita al Friuli e alla sua gente, insegnando la storia, la lingua e la cultura e a riconoscere la propria identità e a lottare per essa.
Tre grandi figure del secolo scorso che proprio per la loro origine, per i loro studi, si sono distinti per il loro lavoro, la loro caparbietà e per le loro grandi intuizioni che hanno portato a riconoscere e a valorizzare la loro cultura ma anche a cercare di sensibilizzare il popolo friulano.

Ospite in sala il regista Massimo Garlatti-Costa

Il film si sviluppa attraverso le tre biografie anche con delle interviste a dei testimoni che ricordano i protagonisti come loro insegnanti di scuola, di incontri in piazza o in chiesa ma anche dei momenti storici di grande partecipazione popolare, quando si dibatteva pubblicamente del futuro del Friuli.
Sono state ricreate delle immagini molto suggestive, ricostruzioni storiche, dei tre preti di quando ancora giovani seminaristi guardavano al mondo come dei predestinati, infatti proprio con una sequenza di vent’anni di distanza si sono susseguiti l’un l’altro, Don Giuseppe Marchetti, riconosciuto come coscienza intellettuale dei friulani per primo ha elaborato le basi grammaticali della lingua friulana, Don Francesco Placereani per la sua coscienza politica ha regalato il sogno di un’autonomia e infine Don Antonio Bellina realizzò che il pericolo più grande, la globalizzazione, era già in atto e che era giunto il momento di agire.
Come tutte le grandi menti illuminate, i tre preti, avevano anticipato i tempi e i pericoli che il futuro avrebbe portato, come tutte le culture minori nel mondo globalizzato, anche il Friuli sarebbe stato assimilato dalla cultura dominante, e proprio con questa visione che hanno cercato di far capire allo loro gente quanto importante fosse lottare per i propri diritti e la propria libertà.
Per questo film si è voluto rappresentare un Friuli con una fotografia in bianco e nero, un Friuli dimenticato ma eterno, di monti e cieli, di nuvole e vallate, di fiumi e mari, un paesaggio quasi primordiale, onirico, abitato da persone che vivono e lavorano ancora a contatto con la terra, le uniche immagini a colori sono degli intervalli di filmati in super-8 degli anni settanta, una camera-car che percorre le strade del Friuli del secolo scorso, rivivendo così il periodo storico del film.
Il Friuli non ha mai avuto eroi che hanno vissuto e lottato per la propria gente, il film PREDIS, la nazione negata racconta proprio di queste tre grandi personalità, scomode e poco considerate dalla storia ufficiale, i tre preti friulani, con il loro lavoro, hanno lasciato un’eredità immensa e proprio per questo il loro messaggio rimane sempre vivo, che aspetta solo di essere riscoperto.
Il film vuole anche riflettere su come il ‘900 in Friuli, terra di confine, attraversato da grandi eventi drammatici come due grandi guerre, l’emigrazione e infine il terremoto del 1976, sia sempre riuscito a sollevarsi e a mantenere, nonostante tutto, la propria identità di lingua e cultura, ma anche come il Friuli è da considerarsi una nazione negata dai friulani stessi.
Il terzo film, ancora in sviluppo, che completa la trilogia sulla storia del Friuli e dei suoi eroi, è dedicato ad Aquilee, la nascita di un popolo, un film che va alle origini del Friuli, un luogo a cui tutti i friulani ma non solo, fanno riferimento per la sua straordinaria unicità, una storia ancora tutta in divenire.


Trailer



Orari degli spettacoli


Giovedì 12 Marzo 2020 Ore 20:30