Cinema David
33028 - Tolmezzo - Udine
Torna all'elenco

Ad Astra


Ad Astra, il film diretto da James Gray, racconta la storia di Roy McBride, un ingegnere aerospaziale della NASA incaricato di compiere una missione nello spazio. Solitario, felicemente sposato con Eve e con una leggera forma di autismo, Roy ha perso suo padre circa 20 anni prima durante una spedizione su Nettuno dalla quale non è più tornato. L'obiettivo del suo viaggio era portare a compimento il progetto Lima, basato sulla ricerca di vita extraterrestre.
Tuttavia, anziché cercare forme di vita intelligenti, Clifford McBride, che secondo nuove prove potrebbe essere ancora vivo, conduceva (e forse ancora conduce) esperimenti con materiale classificato in grado di distruggere l'umanità e compromettere per sempre l'intero sistema solare.
Dopo essere sopravvissuto per miracolo a una caduta dallo spazio, il governo si rivolge a lui convinto che sia l'unica persona in grado di aiutarli a invertire il processo di distruzione - già in atto sulla terra - denominato il "picco": una letale onda d'urto che causa incendi in tutto il pianeta, guasti tecnologici e incidenti aerei. Incaricato di smantellare il progetto di suo padre e salvare il mondo dalla catastrofe, l'audace Roy parte dunque alla volta di Nettuno alla ricerca di indizi sul fallimento della missione paterna. Ma a volte, le risposte che cerchiamo rischiano di essere troppo oltre la nostra portata. Mentre affronta la missione infatti, l'astronauta finirà per rivelare alcuni segreti che mettono in dubbio l'esistenza dell'umanità e il suo posto nell'universo...

Regista

James Gray

Attori

Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Donald Sutherland, Liv Tyler, Ruth Negga, Greg Bryk, Lisa Gay Hamilton, Kimberly Elise, Jamie Kennedy, John Ortiz, Loren Dean, John Finn, Alyson Reed, Anne McDaniels

Durata

124 Minuti

Recensioni


James Gray è un regista chiaramente ambizioso. Lo era all’inizio della sua carriera e lo è diventato sempre di più: il che non va preso come un difetto. E, fin dall’inizio della sua carriera, è sempre stato un regista che ha agito in controtempo rispetto agli anni in cui si è mosso, che cercava il salto in avanti guardando all’indietro: l’indietro del cinema degli anni Settanta, soprattutto.
Dopo aver cercato di rielaborare, a modo suo, il cinema di gente come Friedkin, Scorsese e - con l’ultimo, sfortunato Civiltà perduta - perfino Herzog, ora Gray guarda, per sua stessa ammissione, a modelli come il 2001 kubrickiano e l’Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. E se non è ambizione questa,  cos'altro potrebbe esserelo?
Ad Astra è a tutti gli effetti un film di fantascienza filosofica, capace di guardare al racconto dello spazio in maniera diversa rispetto a esempi recenti, come quelli dei Gravity o degli Interstellar, cercando una strada nuova e personale, che sia capace di coniugare la complessità della riflessione con la spettacolarità del racconto e dell’impianto formale. Soprattutto, cercando di raggiungere una perfezione che passi sempre e comunque per la chiusura di un cerchio e della sua quadratura.
Non sempre però questi suoi sforzi ottengono i risultati sperati.

Dal punto di vista dell’impianto formale, quello di Gray è un film quasi ineccepibile, capace di regalare all’occhio dello spettatore immagini di grande effetto grazie anche a un uso intelligentemente - e paradossalmente - quasi antispettacolare degli scenari fantastici del cosmo o delle navi che lo attraversano. Che esplode in quella stessa implosione che riguarda il suo protagonista, un Brad Pitt nel complesso bravo e funzionale.
E però la magniloquenza delle immagini e la sbandierata riflessività quasi malickiana del racconto (anche nell’uso e abuso della voce off), contrastano con una narrazione eccessivamente derivativa, e con una riduzione umanistica e sentimentale delle questioni in tavola che, pur comprensibile, ne penalizza la portata.
Se il Maggiore McBride di Ad Astra è chiaramente la versione spaziale del Capitano Willard, alle prese con un Kurtz situato ai margini del sistema solare - e che è pure, titanicamente, suo padre -, la sua crisi interiore non è quella raccontata dal film di Coppola. È quella di un uomo che per incapacità di gestire ciò che gli è più vicino ha cercato l’evasione nelle profondissime distanze cosmiche. E che solo di fronte alla versione primigenia e radicale di sé stesso troverà una risoluzione.

La dialettica - un po’ ovvia - del film di Gray è sempre quella: l’esplorazione dell’ignoto che ci è esterno porta a quella della nostra interiorità. La solitudine della vita terrena e terrestre, fa coppia con quella esistenzialmente devastante di quella nell’universo.
Quello che manca a Ad Astra, oltre che un equilibrio davvero compiuto tra filosofia e spettacolo, è principalmente il senso del Mistero. Il mistero dello spazio, quello dell’esistenza. Il mistero di qualcosa che non ci deve essere necessariamente spiegato, illustrato, razionalizzato. L’ambizione di Gray - che pure abbiamo detto innegabile - non si spinge fino alla dissennatezza coppoliana, o alla misticità kubrickiana. Al contrario di quanto avveniva per Willard, la sorte di McBride ci viene raccontata per bene. E, nel corso di un viaggio cosmico assai improbabile dal punto di vista scientifico, questo silenzioso e tormentato astronauta incontra sì una scimmia, ma nessun monolite nero.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Sabato 12 Ottobre 2019 Ore 20:30
Domenica 13 Ottobre 2019 Ore 20:30