Cinema David
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Baby driver - Il genio della fuga


Per contrastare il fastidioso ronzio che fin da bambino risuona nelle orecchie, il giovanissimo pilota Baby inforca le cuffie e spinge sull'acceleratore dell'auto. La guida spericolata per vicoli strettissimi e strade trafficate, insegue le evoluzioni della traccia: l'auto frena, slitta, sgomma con sottofondo di pneumatici fumanti e assoli di chitarra. Il talento al volante fa di lui l'autista di fiducia, nonché inconsueto portafortuna, del misterioso Doc, leader di una banda di rapinatori di banche e stratega sopraffino. Anche se per la faccia pulita e la testa tra gli accordi il ragazzo fatica a farsi apprezzare dagli altri criminali. In particolare Bats, testa calda dal grilletto facile, si mostra scettico e diffidente nei suoi confronti e si diverte a testarne il valore attraverso una serie di subdole provocazioni. Nonostante abbia imboccato la strada del crimine, Baby ha in fondo un'indole onesta e compassionevole, e farà di tutto per proteggere dai pericoli a cui lo espone il mestiere la dolce Debora, la cameriera di cui è innamorato. Anche tentare un'impresa mai provata prima: rallentare e provare a sganciarsi da quell'ultima, rischiosa rapina destinata al fallimento. 

Regista

Edgar Wright

Attori

Lily James, Ansel Elgort, Kevin Spacey, Jon Bernthal, Jon Hamm, Jamie Foxx, Flea, Sky Ferreira

Durata

112 Minuti

Recensioni


In faccia i segni di un'infanzia più che difficile li porta appena: un paio di piccole cicatrici che quasi non ci fai caso. Ma anche con gli occhiali scuri, e le cuffiette nelle orecchie, con il suo non spiccicare parola, con un essere cool quasi alla Steve McQueen, Baby è ancora un ragazzino, e non solo per il nome.
Baby, per sopravvivere, si è convinto di potersi tagliare fuori dal mondo con la musica, di mettere un bel filtro tra sé e l'ambiente sporco e pericoloso che deve frequentare, lui che è un asso del volante al soldo di un boss per sanare un vecchio debito. Baby è convinto di poter danzare come Gene Kelly tra le difficoltà della vita come fa tra le auto della polizia, scansandole, scartandole, seminandole e non facendosi trovare più.

Ce lo fa credere anche a noi, Edgar Wright, che le cose andranno così, che Baby Driver terrà tutto sommato sempre su i toni più leggeri, quelli della commedia, tra una sequenza iper-adrenalinica al volante e un passeggiare leggero di Baby per la strada manco fosse a La La Land invece che ad Atlanta, Georgia.
E però Wright lo sa bene, per esperienza, non foss'altro quella di Ant-Man, che le cose della vita sono sempre più complicate, e anche se sei un buono, buono davvero, senza sporcarti un po' non vai da nessuna parte, non riesci mica a fuggire da tutto e da tutti come vorresti: magari al fianco della Cenerentola di turno, che questa volta è la camerierina di Lily James, che guarda un po' Cenerentola è stata per davvero per Kenneth Branagh.

Certo, non è che lo faccia volentieri, ma Baby quando arriva il momento le mani se le sporca eccome, e con lui se le sporca anche Wright, che non ha di certo timore di raddoppiare le dosi di crime e di violenza nel frullatone pop del suo cinema, evitando così di essere inutilmente fanciullesco o oltremodo sdolcinato, e lasciando che il suo film prenda strade inaspettate e saetti di qui o di lì, imprendibile, come le auto guidate da Baby, accarezzando da lontano il mito di Bonnie & Clyde, e mettendolo fianco a fianco a quello di Monsters & Co., tanto per citare la più esplicita delle tante citazioni cinefile infilate dal regista inglese in Baby Driver.

Poi certo, il sogno è quello di sempre, quello un po' ribelle in stile anni Cinquanta, gli anni Cinquanta dei diner, delle macchinone e dei blue jeans, della libertà un po' ribelle e selvaggia, ed Ansel Elgort è perfetto con quella faccia lì, come se James Dean e Marlon Brando avessero fatto un bambino, un figlio che ancora deve crescere un po', nonostante le mani se le sia sporcate eccome.
È l'immaginario americano e pop in generale, che da quei Cinquanta fino ai giorni nostri Wright collassa tutto assieme nel film, spremendolo a fondo come Baby spreme motori e gomme, danzando tra i generi e gli stili con grazia e leggerezza, alternando tracce musicali e sentieri narrativi col sorriso sulle labbra, senza perdere il ritmo, senza perdere il filo, consapevole dei suoi mezzi, dei suoi obiettivi e di quello che deve fare per raggiungerli.
Imprendibile, o quasi, come Baby.
Musica e testo, come una canzone. Musica e movimento, contenuto e forma, come il cinema.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Venerdì 29 Settembre 2017 Ore 20:30
Sabato 30 Settembre 2017 Ore 20:30
Domenica 1 Ottobre 2017 Ore 20:30