Cinema David
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Captain Fantastic


Nei boschi della costa nord-occidentale degli Stati Uniti (nello Stato di Washington), Ben Cash vive con la propria famiglia, lontano da ogni forma di civiltà, cacciando, coltivando e vivendo di piccolo artigianato che scambia con un negoziante della cittadina più vicina. Ben cerca di crescere i suoi figli nel migliore dei modi, preparandoli fisicamente e intellettualmente alle difficoltà che possano un giorno incontrare nella vita, attraverso un rigoroso allenamento fisico e mentale e infondendo in essi una connessione primordiale con la natura. Se altre famiglie festeggiano normalmente il Natale, la famiglia Cash ogni anno festeggia la "Giornata di Noam Chomsky", perché Ben non vuole che i suoi figli credano in un personaggio di fantasia amato dai cristiani, ma in un figura reale che ha fatto tanto per la cultura. Come risultato della loro educazione, i bambini leggono Middlemarch, sanno a memoria gli emendamenti della costituzione americana e dibattono sul marxismo.

La madre dei ragazzi, Leslie, è lontana dalla famiglia da diversi mesi, per curare un disturbo bipolare di cui soffre dalla nascita del primo figlio. Quando giunge la notizia che la donna si è suicidata, la tragedia colpisce l'intera famiglia e Ben è costretto suo malgrado a lasciare la vita che si era creato nei boschi, per affrontare il mondo reale, fatto di pericoli ed emozioni che i suoi figli non conoscono. La famiglia Cash sale sul loro scuolabus blu, chiamato Steve, e intraprendono un lungo viaggio verso il Nuovo Messico per assistere al funerale della madre, nonostante l'opposizione del padre di Leslie. I Cash intendono rispettare le ultime volontà della madre, che in quanto buddista voleva essere cremata e che le sue ceneri venissero gettate nello scarico di un bagno pubblico...

it.wikipedia.org

Captain Fantastic

Recensioni


Che bello sarebbe per chi il il 24 dicembre si affanna a comprare gli ultimi regali poter festeggiare il Noam Chomsky Day invece del Natale. Bene: sappiate che nei boschi dello stato di Washington, fra pareti lisce da scalare e bianchi teepee, c’è qualcuno che ha trovato il coraggio di farlo e che non è una versione aggiornata di un hippy peace&love&cannabis e nemmeno un vetero-marxista, un laico ad ogni costo o un "nuovo povero". Certo, qualcosa del bon sauvage ce l'ha il padre di sei figli Ben Cash, che si chiama (nel titolo) come un supereroe pur essendo lontano dai favolosi protagonisti con mantello dei cinecomic. Perché, oltre alla cultura di massa, il vigoroso cinquantenne di cui parliamo ha rifiutato il junk-food, l'opulenza, la scarsa proprietà di linguaggio e la crassa ignoranza. 

Che poi questo personaggio carismatico abbia il volto di Viggo Mortensen, che è artista poliedrico e uomo profondo, è solo un dettaglio che chiude il cerchio, che definisce la cifra e il mood di uno di quei film meravigliosamente indipendenti dai colori e dagli enfant prodige apparentemente alla Wes Anderson, ma in effetti meno iperrerale, meno cozy, e più radicale per esempio de I Tenenbaum, benchè strambo e sbilenco come il furgone su cui la bizzarra famiglia Cash viaggia verso la normalità.

Oggetto curioso nel suo mix di commedia, dramma e road-movie, di arificioso Captain Fantastic non ha nulla. E non va definito - come ha fatto qualcuno - un film per hipster medioborghesi che mangiano bio. E’ dura, infatti, la vita nella foresta (a caccia di animali)  della famiglia del "capitano mio capitano" dalla barba incolta. E’ vera inoltre, visto che è simile a quella che negli ’80 ha condotto Matt Ross in diverse comuni alternative. Soprattutto, è segnata dal continuo esercizio di una disciplina che dovrebbe essere imposta a chiunque: la cultura.

Ecco, Captain Fantastic è un’ode alla buona istruzione, ai libri, alla maniera giusta di essere intellettuali: senza ostentazioni, narcisismi. E’ un grande uomo in questo senso Ben, che un po’ come il film rivela però delle fragilità nel momento in cui entra in contatto con la civiltà, insieme di input superficiali. Quando il racconto, e con esso i Cash, si accostano al progresso, si fa strada insomma un’impasse anche narrativa, una stasi, una nebbia un po' melmosa da cui Ross decide di lasciarsi avvolgere, esercitando il diritto di far evolvere, sì, il suo protagonista, ma di non scegliere né messaggi né soluzioni definitive. Perché il film, in fondo, nasce da un dilemma irrisolvibile: Platone va d’accordo con il Kentucky Fried Chicken? Il rifiuto del consumismo non rischia di trasformare giovani menti geniali e corpi dall’incredibile potenza cardiovascolare in dei freak? Ed è possibile oggi essere genitori sempre presenti?

Non c’è una risposta per queste domande che il regista pone senza giudicare. Nel suo apologo darwiniano, l’unica realtà plausibile è una "zona" a metà fra i compromessi del presente e il libero arbitrio e pensiero, nella speranza che nella democratica America si possa seguire un cammino lontano da quello suggerito dalle religioni organizzate, magari dando alle fiamme una bara al suono di "Sweet Child O' Mine" dei Guns 'n Roses.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Venerdì 23 Dicembre 2016 Ore 20:30
Sabato 24 Dicembre 2016 Ore 17:00
Lunedì 26 Dicembre 2016 Ore 18:00
Lunedì 26 Dicembre 2016 Ore 20:00