Cinema David
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Il figlio dell'altra


Cineforum



Durante la visita per il servizio di leva nell'esercito israeliano, Joseph scopre di non essere il figlio biologico dei suoi genitori, poiché appena nato è stato scambiato per errore con Yacine, palestinese dei territori occupati della Cisgiordania. La rivelazione getta lo scompiglio tra le due famiglie, costringendo ognuno a interrogarsi sulle rispettive identità e convinzioni, nonché sul senso dell'ostilità che continua a dividere i due popoli.

Sarà presente in sala il prof. Franco Vaccari, fondatore della Associazione Rondine Cittadella della Pace.

Regista

Mehdi Dehbi, Lorraine Levy

Attori

Jules Sitruk, Emmanuelle Devos, Areen Omari, Khalifa Natour, Pascal Elbé, Mahmud Shalaby, Marie Wisselmann

Durata

105 Minuti

Recensioni


L’uno e l’altro.
Ebreo e musulmano, per errore scambiati nella culla e cresciuti nella famiglia sbagliata. Un incubo diventato realtà per chi vive in un modo dicotomico, in una realtà duale in cui ci si identifica spesso proprio nell’essere diverso da chi ci vive accanto. Gli spazi aperti e il mare di Tel Aviv contrapposti ad un infame muro e i vicoli della Cisgiordania, razza e sangue, due popoli semiti divisi da una terra e prima ancora da due religioni che non fanno proselitismo e talvolta si rinchiudono nella loro specificità.
Nel film di Lorraine Levy, dopo questa premessa paradossale, seguiamo in parallelo le vite di queste due famiglie sconvolte dall’irruzione nella loro quotidianità del diverso, che improvvisamente non possono più ritenere tale. Come può accettarlo un capo famiglia, alto ufficiale dell’aeronautica israeliana e valoroso reduce della guerra in Iraq o ancor di più un ingegnere con la passione per la musica che deve fare il meccanico perché non può muoversi liberamente nella sua terra e piange un figlio ucciso dall’occupante?
Per forza di cose Il figlio dell’altra non può che diventare una storia esemplare sull’identità, su come il peso insostenibile di una storia di ataviche incomprensioni diventi una genetica implacabile, che non ammette eccezioni: conta solo chi era tua madre, da dove vieni, non chi sei, chi ti ha cresciuto e che educazione hai avuto. Se un giorno scopri che sei il figlio sbagliato finisce tutto, non sei più chi pensavi di essere, non sei più ebreo. In fondo, lo dice il rabbino, “il giudaismo non è una convinzione, ma uno stato spirituale legato alla tua natura”. Allora come convivere, verrebbe da dire, se la natura già ci segna prima di nascere e ci identifica in quanto altri?
Per Lorraine Levy la speranza è legata (ovviamente) ai giovani, che sentono meno questo peso e se spinti dagli eventi possono finire per conoscere l’altro e trovare tante cose in comune, convincendosi come la natura sia solo la premessa di una vita che si nutre della quotidianità di chi ti ama e che proprio per questo diventa famiglia.
Una sceneggiatura che va dritta al suo scopo, segue uno sviluppo previsto e prevedibile, si fa guidare da una limpidezza etica ammirevole che però nell’evitare di porre sul cammino deviazioni inattese finisce col rendere quasi banale una dinamica che invece è nebulosa, ostinata, imprevedibile. Un lavoro di buona volontà in cui tutto è fin troppo al punto giusto, corretto e quindi forzato; in cui si mettono Isacco e Ismaele davanti allo specchio, sperando che vogliano (ri)conoscersi perché "è quando sono il mio peggior nemico che devo amarmi lo stesso".

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Mercoledì 20 Dicembre 2017 Ore 20:00