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Jumanji - Benvenuti nella giungla


Quattro liceali in punizione trovano una vecchia console per videogiochi nei seminterrati della scuola. Incuriositi dal gioco vintage ambientato nella selvaggia giungla di Jumanji, si prendono una pausa dalle pulizie e iniziano la partita. Una volta premuto il tasto start, i ragazzi scoprono con orrore di essere stati risucchiati dentro al gioco, e per di più con le sembianze adulte degli avatar selezionati. Il secchione del gruppo ci guadagna la prestanza fisica dell'esploratore Smolder Bravestone, mentre l'atleta tutto muscoli deve adattarsi alle gambe corte e alla mente galoppante dello zoologo Franklin "Moose" Finbar. E se la ragazza timida e riservata si ritrova con addosso gli abiti succinti della letale guerriera Ruby Roundhouse, alla bella della scuola tocca abituarsi a quelli extra large del grassoccio professor Shelly Oberon. I quattro scoprono presto di essere finiti in una folle prova di sopravvivenza, dove l'unico modo per tornare alla realtà è portare la pedina del giocatore - l'avatar in questo caso - alla vittoria. Guai a innescare il game over, o si rischia di restare bloccati nella giungla come Alan Parrish vent'anni prima.

Regista

Jake Kasdan

Attori

Dwayne Johnson, Jack Black, Karen Gillan, Kevin Hart, Nick Jonas, Rhys Darby, Bobby Cannavale, Alex Wolff, Ser'Darius William Blain, Madison Iseman, Marin Hinkle, Maribeth Monroe, Missi Pyle

Durata

119 Minuti

Recensioni


Lo dico subito: io per Dwayne Johnson ho un debole.
Il wrestler un tempo noto come "The Rock" avrebbe tranquillamente potuto limitarsi a diventare un altro Vin Diesel, un altro Jason Statham, l'ennesimo eroe d'azione di film dove si menano le mani come non ci fosse un domani e poco altro. Lui, invece, no. Lui, che venendo dal wrestling sa benissimo cosa sia lo spettacolo e l'intrattenimento, e che la recitazione ce l'ha nel sangue (al contrario di altri colleghi di ring), ha guardato altrove, ad altri modelli. Forse Arnold Schwarzenegger su tutti, ma superandolo: non solo per i muscoli, non solo per le ambizioni politiche che iniziano a emergere, ma per la voglia di giocare (ben prima e ben più di quanto fatto da Arnie) con la sua immagine.
Non a caso, all'alba della sua carriera hollywoodiana, dopo Il Re Scorpione è arrivato Il tesoro dell'Amazzonia; dopo A testa alta, Be Cool. E poi Agente Smart - Casino Totale, e poi il primo film per ragazzi, Corsa a Witch Mountain, il primo di una lunga serie che arriva fino a questo nuovo Jumanji.
Anzi, a riguardare per bene la filmografia di quest'omone di un metro e 95 per 120 chili di bicipiti, pettorali, e femorali, alla fine sono più i film dal tono leggero, per ragazzi o commedie pure, che non i film dove fa il duro o l'action-hero, e fa valere la sua forza fisica.

Il fatto, e lo abbiamo scoperto da subito, è che la commedia a Dwayne Johnson viene proprio bene. Forse, anche per via del contrasto tra quel fisico e certi modi capaci di enorme autoironia, e tra quei muscoli e quel sorriso.
Non è un caso, allora, che Johnson funzioni bene anche in Jumanji: Benvenuti nella giungla, perché che la cosa più divertente di questo family-movie innocuo e godibile sia proprio il vedere dei personaggi (l'eterogeneo gruppetto di liceali che all'inizio della storia vengono messi in punizione come in Breakfast Club, e che assieme trovano il nuovo Jumanji in versione videogame) trasformarsi negli avatar scelti per il gioco che li risucchia a sé, con ovvio quanto necessario contrappasso: il nerd mingherlino si tramuta in The Rock (pardon, nel dottor Smolder Bravestone, sorta di Indiana Jones sotto steroidi), la bionda queen bee fanatica di Instagram in un archeologo e il volto (e la pancia) di Jack Black, e via dicendo.
Diverte e si diverte Johnson (e con lui chi gli fa da spalla: Black con l'animo da donna, una Karen Gillan in versione Lara Croft, e il Kevin Hart di Una spia e mezzo) a recitare questo personaggio un po' schizofrenico, che sembra una cosa ma ne è un'altra, o forse no, con tutti i tic degli adolescenti idiosincratici innestati in quell'avatar così dissonante. Con quelle faccette strane e buffe che si perdonano a lui e a pochissimi altri, nel cinema di oggi.

Oltre ad essere la cosa più divertente, questa transizione è anche un po' il cuore tematico di un film che non si fa troppi problemi né ha - giustamente - particolari timori reverenziali nella sua operazione di revival (tra remake e reboot) del Jumanji originale, quello di Joe Johnston con Robin Williams e una giovanissima Kristen Dunst.
Di quel film e quella storia Jake Kasdan, regista, prende solo alcuni elementi di base e alcuni spunti, per trasformare tutto in un vivace baraccone utile per l'intrattenimento e per portare avanti, appunto, un solo tema principale: quello dell'identità di questi giovani protagonisti adolescenti, del superamento degli stereotipi e delle paure, del trovare in sé stessi la forza per diventare chi si vuole davvero, liberi da ogni condizionamento interno e esterno.
Una morale semplice semplice e all'acqua di rose, cucita su misura addosso a una generazione che rifiuta i giochi da tavolo e predilige i videogame, costringendo così anche il gioco (e il film) a cambiare forma.

Alla fine sempre lì si torna, alla forma che cambia, al gigantesco Johnson che si comporta come un adolescente mingherlino e imparurito, almeno fino a quando non fa amicizia col suo nuovo corpo, e prima di scoprire che tutta quella forza, quel coraggio, e quel "magnetismo bollente", alla fine, li può trovare dentro di sé.
Vale per tutti, anche per chi non è The Rock. Anche per questo film che si maschera sempre un po' da qualcos'altro, ma che in fondo è semplice intrattenimento per famiglie.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Venerdì 19 Gennaio 2018 Ore 20:30
Sabato 20 Gennaio 2018 Ore 20:30
Domenica 21 Gennaio 2018 Ore 20:30