Cinema David
33028 - Tolmezzo - Udine
Torna all'elenco

L'insulto


Rassegna di qualità


Un litigio nato da un banale incidente porta in tribunale Toni e Yasser. La semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto di proporzioni incredibili, diventando a poco a poco un caso nazionale, un regolamento di conti tra culture e religioni diverse con colpi di scena inaspettati. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.

Regista

Ziad Doueiri

Attori

Adel Karam, Kamel El Basha, Camille Salameh, Rita Hayek

Durata

110 Minuti

Recensioni


Il presidente libanese accoglie nel suo palazzo due uomini appartenenti alle grandi comunità storicamente in lotta nello stato mediorientale: da una parte un iscritto al partito cristiano di destra, erede diretto delle Falangi di Bashir Gemayel complici degli israeliani durante la guerra civile iniziata nel 1975 e culminata con l’invasione del 1982 delle forze dello stato ebraico guidate dal ministro della difesa Ariel Sharon; dall’altra un musulmano palestinese, profugo in uno dei tanti campi. Due uomini comuni, eredi e segnati dalla guerra civile, per cui solo formalmente i combattimenti sono conclusi, ma proseguono nella vita quotidiana anche oggi: attraverso l’attenzione per l’accento, lo studio dei tratti somatici, il radicamento di tanti luoghi comuni. Il presidente cerca di conciliare un piccolo caso di litigio per una grondaia non funzionante diventato occasione dell’ennesimo scontro nazionale, come quando Beirut era divisa fra un ovest musulmano e un est cristiano (maronita). “Se me lo chiedete la parola stabilità viene prima di quella verità”, dice. Una frase che sintetizza a perfezione l’equilibrio miracoloso con cui così tante diverse comunità convivono in una delle rare democrazie di quella parte del mondo. Un castello di carte sempre in bilico e pronto a crollare sotto il peso dell’ultima crisi in ordine di tempo. 

Il regista di Beirut Ziad Doueri, cresciuto durante la guerra civile e trasferitosi a 20 anni negli Stati Uniti per studiare cinema, dopo aver affrontato quegli anni centrali nel premiato West Beyrouth, racconta gli strascichi ancora incandescenti nella quotidianità di un Paese sospeso fra modernità e un passato doloroso che riaffiora. Scritto dal regista con l’ex moglie e collaboratrice abituale, anche loro divisi dalla provenienza, L’insulte è un legal drama ben consegnato, con tanto di udienze che aprono scenari inattesi nel passato dei due sfidanti, e una sorprendente sfida in famiglia fra i rispettivi avvocati, ma diventa chiaramente un ritratto del Libano che non chiude con il proprio passato, non riuscendo a elaborarne le ferite. Proprio le udienze infinite costringono i due - entrambi pieni di dignità e buona fede, oltre che convinti di trovarsi nella regione - a superare ritrosie ataviche nel mettere a nudo il proprio passato, che spesso guida le azioni del presente. Un necessario percorso di (ri)lettura dei fatti, di ascolto dell’altro e di superamento delle incomprensioni non solo attraverso una vittoria, ma anche, se non soprattutto, attraverso il superamento di una sconfitta, rendendosi conto dell’enorme valore di chiedere talvolta scusa.

Una faida maschile in cui le donne fungono da fattore calmante, intervenendo con la ragionevolezza che i compagni sembrano aver smarrito. ‘Le parole cambiano tutto’, dice la frase di lancio del film, così come il recupero della memoria nella condivisione delle ferite, senza la pretesa del monopolio della sofferenza. L’insulte ha il merito di appassionare con una struttura di genere impeccabile e di far riflettere senza facili scorciatoie sul passato e su come lo si debba leggere per trarne lezioni per il futuro. Una seduta psicanalitica collettiva: sul lettino sia chi visse la guerra che i più giovani. Ottime le interpretazioni di tutto il cast, su tutti i due protagonisti: Adel Karam e Kamel El Basta.

Nel frattempo Doueiri si fa valere in Francia per una delle serie politiche più convincenti del vecchio continente: Baron Noir, con Kad Merad, di cui è in arrivo la seconda stagione.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Giovedì 8 Febbraio 2018 Ore 20:30