Cinema David
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L'ora legale


In un paese della Sicilia, Pietrammare, puntuale come l'ora legale, arriva il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Da anni imperversa sul paese Gaetano Patanè, lo storico sindaco del piccolo centro siciliano. Un sindaco maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica per creare consenso attorno a sé. A lui si oppone Pierpaolo Natoli, un professore cinquantenne, sceso nell'agone politico per la prima volta, sostenuto da una lista civica e da uno sparuto gruppo di attivisti per offrire alla figlia diciottenne, Betti, un'alternativa in occasione del suo primo voto. I nostri due eroi Salvo e Valentino sono schierati su fronti opposti: il furbo Salvo, manco a dirlo, offre i suoi servigi a Patanè, dato vincente in tutti i sondaggi; mentre il candido Valentino scende in campo a fianco dell'outsider Natoli a cui è legato, come peraltro Salvo, da un vincolo di parentela in quanto cognato. Al di là della rivalità, però, entrambi mirano ad ottenere un "favore" che potrebbe cambiare la loro vita: un gazebo che permetterebbe di ampliare la clientela, e quindi gli incassi, del piccolo chiosco di bibite posto nella piazza principale del paese.

www.comingsoon.it

L'ora legale

Regista

Salvatore Ficarra, Valentino Picone

Attori

Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Vincenzo Amato, Leo Gullotta, Antonio Catania, Tony Sperandeo, Sergio Friscia, Eleonora De Luca, Ersilia Lombardo, Alessia D'Anna, Francesco Benigno, Marcello Mordino, Paride Benassai, Gaetano Bruno

Durata

92 Minuti

Recensioni


Soffia il vento fresco e corroborante del rinnovamento nel soleggiato paese di Pietrammare, e soffia anche nel cinema di Ficarra e Picone, che, al quinto film, continuano sì con la loro comicità funambolica, garbata e leggera, intrecciando però all’amarezza di cui i nostri padri hanno informato il genere un certo disincanto, che progressivamente contamina una storia "particolare" che funziona da universale.

Restando Salvo il diavoletto scaltro e dalla battuta sferzante e Valentino il ragazzo timido che sgrana gli occhi con stupore infantile, i due palermitani si ritrovano stavolta a deformare un po’ meno la realtà, non per via di uno sguardo più indulgente verso la Sicilia "sineddoche" dell’Italia, ma perché la realtà, ultimamente e in misura sempre maggiore, si è deformata da sola, e lo ha fatto con orgogliosa consapevolezza e a volte perfino con ostentata furbizia, mettendo in pratica i sinistri insegnamenti di almeno un ventennio di cattivi governi e sospinta anche dagli effetti collaterali della nostra atavica e più efficace medicina: l’arte di arrangiarsi. E di adeguarsi.

Detto ciò, considerare L’ora legale un trattato di politica, o una condanna in blocco della classe dirigente, sarebbe fuorviante e sbagliato, perché in questo film mosso e che conserva qualcosa della favola nessuno si mette in cattedra, se non i due sindaci che si litigano il consenso di un pugno di cittadini, promettendo uno i soliti favori, l’altro la trasparenza e l’onestà. Fra i due contendenti  - guarda un po' - ad avere la meglio è il secondo, miracolosamente sostenuto da un popolo non più bue che per una volta dice sì alle regole: al divieto di parcheggiare in doppia fila, alla raccolta differenziata, alla valorizzazione del patrimonio artistico e a un mare più pulito. Quando tuttavia l'agognato progresso si traduce nell’obbligo di pagare più tasse, di assistere impotenti alla distruzione della propria villetta abusiva e di tornare in ufficio invece di passare il pomeriggio al bar, ecco che i votanti iluminati gridano all’ingiustizia, e si rendono conto che "si stava meglio quando si stava peggio". E allora... che rivoluzione sia!

E’ un’idea sorprendente quella di una comunità che sceglie l'involuzione e che abbraccia il caos senza senso coinvolgendo nelle proprie macchinazioni e vendette pure Roma ladrona. E sorprendenti sono i personaggi di Salvo e Valentino, che non fanno gruppo a sé, che non provocano nessuna anarchica e strampalata rottura, aiutando anzi la causa, incuranti della parentela che li lega al neoeletto Pierpaolo Natoli e determinati a ottenere quel sì che li aiuterebbe nel lavoro. I loro sotterfugi e le loro marachelle notturne sono certamente un balsamo per noi vittime dello stress che abbiamo tanto bisogno di divertirci, ma, a ben guardare, nella stanza delle risate di cui ci venie aperta la porta, filtra, dalle tapparelle, una luce livida. Perché - ed è questa la terza cosa sorprendente - il bersaglio de L’ora legale è la gente, siamo noi: tutti un po’ marci come gli zombie di una serie tv, tutti un po' furbetti del quartierino, tutti rei di una colpa che Ficarra e Picone mettono benissimo a fuoco: lasciarsi vivere nel nome del quieto vivere. Se andiamo avanti così, forse ci distruggeremo, infilando una serie di Gaetano Patanè. Oppure ce la caveremo, ostinandoci a non dividere mai l'umido dal secco.

Dei film diretti e interpretati da Salvo e Valentino, L’ora legale, è anche il più ambiziso e riuscito registicamente parlando. Come non fanno i comici che si sentono delle star, Ficarra e Picone si circondano di attori, moltissimi attori, perchè la coralità è forza, i volti poco noti che vengono dal teatro danno energia e il confronto con un veterano come Leo Gullotta non oscura il talento di nessuno, ma stimola a migliorare il proprio.

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Trailer



Orari degli spettacoli


Sabato 18 Febbraio 2017 Ore 20:00
Sabato 18 Febbraio 2017 Ore 22:00
Domenica 19 Febbraio 2017 Ore 20:30