Cinema David
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La vendetta di un uomo tranquillo


Rassegna di qualità


Madrid, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi, la sua fidanzata Ana e il loro figlio sono in attesa che lui esca di prigione. José è un uomo chiuso e solitario, che non sembra trovare il suo posto nel mondo. Una mattina di inverno si reca nel bar gestito da Ana e da suo fratello e da quel giorno la sua vita si intreccia con quella degli altri frequentatori abituali del bar, che lo accolgono come uno di loro. In particolar modo, è Ana a vedere nel nuovo arrivato una speranza per la sua penosa esistenza. Scontata la pena, Curro viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa, però, Curro trova una donna confusa e insicura e dovrà affrontare un uomo che, distruggendo le sue aspettative, cambierà tutti i suoi piani.

Regista

Raúl Arévalo

Attori

Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Díaz, Raúl Jiménez, Manolo Solo

Durata

92 Minuti

Recensioni


Per l’attore Raúl Arévalo si tratta dell’esordio alla regia, ma già a questa prima prova il trentasettenne dimostra di conoscere i mezzi per raccontare una storia e di saperli usare davvero molto bene. La vendetta di un uomo tranquillo raggiunge un’autorevolezza artistica che alcuni registi non toccano prima di aver girato tre o quattro film e che resta miraggio per molti altri. L’encomiabile lavoro di questo film sta nel seminare quelle tre o quattro informazioni, peraltro a una certa distanza una dall’altra, lasciandole germogliare lentamente. E il raccolto non ha nemmeno un frutto bacato.

Sarebbe un danno approfondire la trama. Per certi versi anche lo stesso titolo italiano può essere visto a posteriori come fin troppo rivelatore, mentre quello originale Tarde para la ira, traducibile in Lento ad arrabbiarsi o In ritardo con la rabbia, è nettamente più calzante. Il film inizia presentando i personaggi senza timore di fermarsi all’essenzialità di quanto è necessario sapere ai fini della storia e, soprattutto, è svizzera la precisione con la quale sono collocati successivamente gli snodi narrativi. La storia in sé è talmente asciutta che chiamarli snodi è persino esagerato, si tratta piuttosto di sussurri all’orecchio che fanno gelare la schiena e prolungano la tensione

Il regista conquista l’attenzione del pubblico con parsimonia narrativa, a contrasto con il grezzo e spontaneo, quasi impulsivo, stile di ripresa. I colori sbiaditi settano il mood in cui si percepisce sottopelle qualcosa di corrotto, la tensione attecchisce allo stomaco e l’asprezza del film si fa sentire con crescita graduale. Un uomo, una donna, un altro uomo, un episodio criminoso, dolore e un sanguigno desiderio di vendetta. Ci sono una innumerevole quantità di thriller con questi elementi e il film di Raúl Alévaro va a ribadire quanto sia diverso il cinema a seconda di come si racconti una storia, e quale delicatezza sia necessaria per permettere al pubblico di vivere un’esperienza significativa.

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Giovedì 18 Maggio 2017 Ore 20:30