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La verità negata


Rassegna di qualità


Basato sul famoso libro "Denial: Holocaust History on Trial" di Deborah E. Lipstadt, il film racconta della battaglia legale intrapresa dall'autrice, interpretata dal premio Oscar Rachel Weisz, contro il negazionista David Irving (Timothy Spall) che negava l'Olocausto e che citò la scrittrice in giudizio per diffamazione. Il sistema legale britannico prevede in questi casi che l'onere della prova spetti all'imputato; toccò quindi a Lipstadt e al suo gruppo di avvocati guidato da Richard Rampton (Tom Wilkinson) provare una verità fondamentale, ovvero che l'Olocausto, uno degli eventi più gravi e significativi del XX secolo, era tutt'altro che un'invenzione.

www.comingsoon.it

La verità negata

Regista

Mick Jackson

Attori

Rachel Weisz, Tom Wilkinson, Timothy Spall, Andrew Scott, Jack Lowden, Caren Pistorius, Alex Jennings, Harriet Walter, Mark Gatiss, John Sessions

Durata

110 Minuti

Recensioni


L’Olocausto è stato raccontato decine di volte al cinema. In tutti i modi, dalla memoria personale al thriller. Nel caso de La verità negata, nuovo film di Mick Jackson, regista dei ben diversi Guardia del corpo e Volcano, la tematica è affrontata attraverso una vicenda processuale con protagonista il negazionista David Irving. Ma non è lui l’accusato, contrariamente a quanto sarebbe ragionevole pensare e in altre circostanze accaduto, ma la storica americana Deborah E. Lipstadt, accusata da Irving di diffamazione per quanto scritto in un suo saggio. Una vicenda che riporta a metà degli anni 90, al libro Denial: Holocaust History on Trial scritto dalla stessa Lipstadt, titolare della cattedra di Studi sull’Olocausto alla Emory University di Atlanta.

Costretta dalla legislazione britannica a sostenere l’onere della prova, si affidò a un team legale capeggiato dall’avvocato Richard Rampton, intepretato mirabilmente da Tom Wilkinson, avvalendosi come testimoni di storici del valore di Richard J. Evans e Christopher Browning. Insomma, furono costretti a dimostrare l’apparentemente ovvio: la realtà storica dell’Olocausto. Uno scontro in punta di diritto, in cui la Lipstadt dovette farsi da parte, accettando di tenere fuori dalle aule come testimoni i sopravvissuti dei campi di concentramento. Le persone furono accantonate, lasciando spazio a dettagli ed esami scientifici dei resti di quella Auschwitz, “al centro dell’Olocausto e quindi anche del negazionismo”.

“La chiave era come provare, non cosa provare”, per usare le parole dell’avvocato Rampton. Proprio lui, in realtà, è il cuore del film, nel suo dualismo con David Irving, che scelse di difendersi da solo. La verità negata è un’analisi sul potere delle parole, sulla valutazione delle stesse e sulla ricerca di una verità oggettiva: storica prima che processuale. In una società già indirizzata verso la dittatura comunicativa dello slogan, del claim, risaltano le parrucche finte, le aule di legno antico e le notti passate ad esaminare documenti, rigorosamente cartacei.

Come reagire con razionalità di fronte a chi nega l’evidenza, a chi scrive e dice che “non ci furono camere a gas ad Auschwitz?”. Fino a che punto è tollerabile accettare che venga detta qualsiasi palese menzogna, col rischio di perdere ogni riferimento oggettivo e ogni certezza storica, in nome di una “perversione della verità” nobilitata dall’etichetta di libertà d’espressione? Sono tanti e di grande interesse gli interrogativi suscitati dal film, scritto con la consueta maestria da David Hare, sempre a suo agio nelle ricostruzioni storiche, quando non nell’analisi del ruolo stesso della storia. Rachel Weisz è tenace al punto giusto nei panni della Lipstadt, mentre sensazionale è il David Irving impersonificato da Timothy Spall, dimagrito e scavato. La figura tragica di un uomo pateticamente in lotta alla ricerca della considerazione dell'Accademia.

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Giovedì 26 Gennaio 2017 Ore 20:30