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La vita invisibile di Eurídice Gusmão


Rassegna di qualità


La vita invisibile di Eurídice Gusmão, il film diretto da Karim Aïnouz, è ambientato a Rio de Janeiro nel 1950. Guida ed Eurídice, due sorelle, due donne complementari, unite e inseparabili, che vivono con i loro genitori dagli ideali conservatori. Guida ed Eurídice trovano l’una nell’altra uno spazio sicuro per le loro speranze e aspirazioni. Mentre Guida vede nella sorella una preziosa confidente per le sue avventure amorose, Eurídice trova nella vivace sorella maggiore l’incoraggiamento di cui ha bisogno per perseguire il suo sogno di diventare una pianista professionista. Un giorno, stanca di vivere sotto le rigide regole del padre Manoel, Guida intraprende un’impetuosa storia d’amore con un marinaio e decide di seguirlo in Grecia. Quando mesi dopo Guida torna a casa single e incinta, Manoel la bandisce brutalmente da casa e le dice che Eurídice è partita per studiare musica a Vienna e non vuole avere ulteriori contatti con lei. Per proteggere l’onore della sua famiglia, Manoel tiene Eurídice, ora sposata, all’oscuro del ritorno di Guida impedendo ogni contatto tra loro. Guida e Eurídice cercano di prendere il controllo dei loro destini separati, senza mai rinunciare alla speranza di potersi ritrovare. Mentre Guida combatte ogni giorno per vivere una vita dignitosa come madre single, Eurídice lotta per essere sia la perfetta casalinga, sia una musicista professionista. Senza l’appoggio reciproco, le sorelle dovranno trovare da sole la forza di superare gli ostacoli che impediscono loro di diventare le donne che avrebbero potuto essere. Tra le difficoltà quotidiane, la più grande battaglia è contro il destino che le ha separate. Si ritroveranno in tempo per superare l’oppressione che tenta di soffocarle?

Regista

Karim Aïnouz

Attori

Carol Duarte, Julia Stockler, Gregório Duvivier, Barbara Santos, António Fonseca, Flávia Gusmão, Fernanda Montenegro, Maria Manoella, Cristina Pereira

Durata

139 Minuti

Recensioni


Gli anni Cinquanta sono stati un decennio cruciale per la storia sociale del continente americano. Il momento dell’esplosione dei consumi, di elettrodomestici e casalinghi, che dopo la cesura della Seconda guerra mondiale venivano in aiuto alla moglie perfetta spesso raccontata al cinema e nella nascente televisione. Anni, però, in cui il benessere così avanzato stonava con costumi e diritti ancorati a decenni prima, soffocando soprattutto le ambizioni della donna e delle minoranze, che nel decennio successivo esplosero portando al lungo cammino della lotta per i diritti civili. Un periodo che nel cinema somiglia a quello vittoriano per la letteratura, con storie struggenti di amori impossibili, di talenti mai espressi per le costrizioni sociali, così ben raccontati recentemente da Todd Haynes, ma soprattutto in quegli anni dal maestro del melodramma, Douglas Sirk. Nato Hans Detlef Sierck, ad Amburgo, scappato dopo l’ascesa al potere dei nazisti, e morto in Svizzera, a Lugano. 

Un immigrato di prima generazione, come il capofamiglia, Manoel, de La vita invisibile di Eurídice Gusmão, nuovo film del regista e artista visuale brasiliano Karim Aïnouz, vincitore con pieno merito della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2019.
Manoel Gusmão viene dal Portogallo, è arrivato da non molto nell’ex colonia Brasile, ormai ben più promettente economicamente. Fa il fornaio, lavora come un matto e non accetta che si perda tempo in famiglia, si sente probabilmente ancora insicuro, non a casa. È incapace di dimostrare affetto, e in qualche modo rappresenta tanti padri di famiglia conservatorii di quell’epoca, non solo in Brasile. In un prologo conosciamo le due sorelle di casa, Euridice (Carol Duarte) e Guida (Julia Stockler). La prima ha le idee chiare: ama il pianoforte, vuole studiare al conservatorio di Vienna e diventare una pianista affermata, mentre l’altra è curiosa di ogni esperienza, e vuole assaporare quello che la vita adulta le promette, dagli uomini al sesso alle serate in compagnia a ritmo di musica.

La madre, come purtroppo spesso accadeva in quegli anni, è una passiva donna di casa, incapace di riconoscere il diritto delle sue figlie (e suo) a qualcosa in più di un buon matrimonio e una carriera come casalinga. Karim Aïnouz è un creatore di video istallazioni, oltre che regista, e fin dalla prima scena è capace di creare un'atmosfera seducente, un mondo pieno di colori e passione, nel caldo di una Rio de Janeiro che si sviluppa in altezza, fra il mare e le foreste, costruendo le abitazioni, specie quella dei Gusmão, come castelli arroccati da conquistare, piene di scale eppure dagli interni soffocanti. Le due sorelle si troveranno presto divise da scelte individuali opposte: una seguirà il primo marinaio che le fa conoscere l’amore, partendo verso la sua Grecia, salvo tornare presto delusa a Rio, dove verrà rinnegata e dimenticata dal padre, che tenne lontane Guida da Euridice, rimasta invece sempre in città, dove sposerà un mediocre omuncolo, che aveva però qualche soldo per mantenerla, cercando fra alti e bassi di alimentare il suo sogno di una carriera come pianista.

La vita invisibile di Eurídice Gusmão è un melodramma appassionante e moderno, un ritratto carnale e sensuale, oltre che credibile, di due donne alla ricerca di una propria strada nella vita, che beffardamente finì per dividerle per troppo tempo. Una storia che parla anche ai nostri anni, con una Guida che si trova nuovi affetti intorno ai quali costruire il proprio senso di casa, consapevole che “la famiglia non è sangue, è amore”. Passano gli anni, l’entusiasmo si alterna con la disperazione, ma il ritratto di queste due donne ci colpisce dentro, nel profondo, evocando album di famiglia ingialliti, percorrendo insieme a loro anni di vita ordinaria che sanno di verità. 

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Giovedì 16 Gennaio 2020 Ore 20:30