Cinema David
33028 - Tolmezzo - Udine
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Moonlight


Il primo capitolo intitolato “i. Piccolo” narra le disavventure di Chiron, un bambino afroamericano originario di Liberty City chiamato da tutti “Piccolo”. La madre, Paola, invece di prendersi cura del figlio ama drogarsi e vivere nella lussuria. I due vivono insieme in un quartiere di Miami segnato da droga e violenza.

Per sua fortuna Chiron, dopo l’ennesima fuga dal gruppo di bambini che lo deridono e lo spaventano, si rifugia in una baracca abbandonata e lì, per caso, incontra lo spacciatore Juan, un uomo che si prenderà cura di lui e che gli insegnerà quello che sa della vita. I due diverranno amici e così quel muro di timidezza e di paura di Chiron verso l’uomo verrà meno.

Juan cercherà di aiutare Chiron ad affrontare la sua difficile situazione familiare e la sua difficile quotidianità accogliendolo a casa sua, trattandolo come un figlio e supportandolo insieme alla sua fidanzata Teresa, che indagherà su Chiron con estrema pacatezza e con i modi di una “mamma”.

Un giorno il giovane Chiron si presenta a casa di Juan perché turbato in seguito alle grida della madre e per cercare di calmarlo Juan lo porta con sé al mare insegnandogli perfino a nuotare. Da quel momento in poi Chiron amerà l’acqua perché lo considera luogo dove le preoccupazioni si dissolvono come le gocce si disperdono nel mare (l’acqua sarà un elemento fondamentale in tutto il film).

Il secondo capitolo è denominato “ii. Chiron”. Qui ci viene raccontato di un Chiron ormai adolescente, che vive gli stessi problemi del Chiron bambino, anzi forse li vive amplificati. La madre continua a drogarsi e a comportarsi come una meretrice, e per questo Chiron è costretto a rifugiarsi nuovamente a casa di Juan e Teresa per sopravvivere degnamente, ma soprattutto per trovare qualcuno che lo sappia ascoltare e coccolare veramente.

Nel frattempo Juan è morto, non ci è dato sapere né come né quando, e Chiron si ritrova a contare sulla sola Teresa. Prima di andare a scuola, Chiron passa da casa sua e trova la madre in stato di forte agitazione a causa dell’astinenza dalla droga. Una volta visto Chiron la madre lo esorta a darle i soldi che Teresa gli aveva dato e, seppur con difficoltà, alla fine riesce ad estorcere i soldi al ragazzo.

Chiron decide quindi di andare a scuola e di lasciarsi alle spalle quella casa, ormai sede di una madre che “si può chiamare tale solo sulla carta”. La giornata passa con difficoltà per Chiron ma prima di andar via egli ha il tempo di incontrare l’amico Kevin, che nel frattempo era stato messo in punizione per essere stato scoperto mentre amoreggiava con una ragazza della scuola. L’amico gli chiede di tenere il segreto perché in realtà se la stava spassando con un ragazzo e Chiron accetta, mostrandosi però ancora più turbato del solito.

Di ritorno dalla scuola decide di andare da Teresa, ma i bulli che lo perseguitano sin da bambino, con modi alquanto minacciosi, lo convincono a cambiare idea e per questo Chiron deciderà di dormire alla stazione ferroviaria che nel frattempo aveva raggiunto.

All’alba del nuovo giorno, Chiron è nuovamente scosso dalle vecchie preoccupazioni, e per cercare un po’ di serenità decide di andare a riflettere in riva al mare, unico luogo dove si sente sereno. Di lì a poco si reca sul posto anche l’amico Kevin.

Dopo una lunga conversazione che vede Chiron liberarsi di alcune sue preoccupazioni, attraverso il conforto di Kevin, ne nasce una situazione inaspettata: Kevin lo bacia e comincia ad accarezzarlo sensualmente, permettendo a Chiron di conoscere la propria sessualità. Infine Kevin riaccompagna Chiron a casa, e i due si scambiano una rapida occhiata d'intesa prima di separarsi.

Passa la notte e il mattino seguente Chiron torna a scuola, ma al termine della giornata scolastica lo aspetta una brutta sorpresa: all’uscita di scuola, Terrel, il capo del gruppo di bulli, ordina a Kevin di colpire Chiron e di fargli talmente male da lasciarlo a terra, ma l’amico si limita a sferrare qualche gancio prima di assistere al proseguo della rissa provocata da Terrel & co.

Finita la rissa i bulli scappano e Chiron, grondante di sangue e steso per terra, viene prima portato in infermeria, e in seguito dalla Preside della scuola, che consiglia la denuncia a Chiron. Il mattino seguente Chiron si sveglia e torna a scuola e, con tutta la rabbia accumulata, entra in classe e spacca una delle sedie della classe su Terrel sotto gli occhi del professore e dell’intera classe. Chiron viene subito arrestato.

A questo punto il racconto si interrompe e veniamo catapultati in una realtà in cui Chiron è ormai adulto e gira con l’auto che era di Juan per le strade di Atlanta armato della fedele pistola: ecco l’incipit del terzo capitolo denominato “iii. Black”. Chiron è ormai un muscolosissimo spacciatore di un brutto quartiere di Atlanta e lì cerca di sbarcare il lunario con le sue forze. Di notte ha sempre il pensiero al suo passato, ma anche quest’ultimo non si è dimenticato di lui.

Una notte Chiron viene svegliato da una telefonata che crede provenire dalla madre Paula, che nel frattempo vive in un centro sociale, per cercare di allontanarsi dalla droga e per aiutare chi ci è cascato come lei. La telefonata è, invece, del suo ex-amico Kevin; egli chiede a Chiron se si ricorda ancora di lui e di perdonarlo per quanto successo prima del suo arresto, ma Chiron è ancora profondamente turbato.

Di lì a poco Chiron va a trovare la madre Paula al centro sociale e ne nasce una conversazione che si concluderà con un pianto liberatorio e riappacificatorio per entrambi. Da lì Chiron si reca a trovare Kevin, nel ristorante in cui fa lo chef, con grandissima sorpresa di quest’ultimo che non si aspettava la visita. Ne nasce un finale sorprendente ma che fa riflettere.

it.wikipedia.org

Moonlight

Regista

Barry Jenkins

Attori

Mahershala Ali, Naomie Harris, Janelle Monáe, Trevante Rhodes, Ashton Sanders, André Holland

Durata

111 Minuti

Recensioni


In una bella scena di Moonlight (e non sono poi moltissime), il giovane protagonista Little si confronta con i due adulti che l'hanno accolto e quasi adottato, mentre la madre si fa di crack sul divano di casa.
"Che vuol dire frocio?", chiede. "Ma io sono gay?," rincara, ascoltata la spiegazione, "come faccio a saperlo?". "Lo saprai quando sarà il momento tu lo sappia," gli viene risposto.
Al di là del (pur esemplare) didascalismo del dialogo - qui riportato in forma sintetica e semplificata - la questione del film di Barry Jenkins sta tutta lì: è identitaria. Pone domande come chi siamo, quali sono i comportamenti che ci definiscono, quali gli stereotipi che ci imprigionano.
Perché, racconta il film, una madre può non essere una madre, e uno spacciatore può essere il più amorevole e protettivo dei padri. Perché essere gay non impone come modello comportamentale di sfilare a ogni Pride in tanga, piume e autoreggenti, ed essere un maschio nero nell'America periferica e degradata di oggi non deve necessariamente dover rispecchiare l'immaginario machista e gangsteristico.

Ovvietà, certo, ma quasi veniali in Moonlight; come la schematicità con la quale il film riprende la divisione in tre atti - le tre vite del protagonista - derivante dal testo teatrale di Tarell Alvin McCraney, "In Moonlight Black Boys Look Blue", che è servito come base a Jenkins.
Un titolo lirico, quello della pièce, un racconto impressionista: tanto da spingere il regista a ricercare la poesia del momento e dell'immagine in maniera quasi ossessiva, seguendo le coordinate - quelle sì, stereotipate - di un finto naturalismo che - a forza di ricercare il chiaro di luna, gli sguardi in macchina che si rispecchiano, lo squallore suburbano elevato a foto artistica - risulta in una fastidiosa estetizzazione (di cui sono corresponsabili il DOP James Laxton e il compositore Nicholas Britell) che fa a cazzotti con la voglia di rigore narrativo e la laconicità monosillabica del protagonista.

In mezzo a questo fuoco incrociato, Little (o Chiron, o Black, o qualsiasi altro nome deciderà di indossare come una pelle nuova, per inaugurare una fase nuova della vita) rimane schiacciato, interdetto, interrotto. La sua ricerca svuotata di senso, destinata ad approdi provvisori e precari, come quello della tenerezza di un caldo abbraccio che non pare davvero esaustiva e soddisfacente.
Curioso come un film che vorrebbe spingere a rifiutare i ruoli imposti dall'esterno (dagli altri, dalla società, dai media), a rigettare le etichette, accumuli al suo interno dosi elevatissime di luoghi comuni cinematografici: dallo spacciatore buono - interpretato dal bravo Mahershala Ali, il Remy di House of Cards - al modo in cui è raccontato il bullismo nelle scuole e il turbamento legato alla scoperta di sé, fino alla parabola riservata al personaggio di Kevin.

La morale di Moonlight, messa in bocca proprio a Kevin nel finale, è più che ovvia: è addirittura scontata. Ma evidentemente, se si parla di neri e di gay, e del combinato esplosivo del film, ci si deve accontentare.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Sabato 18 Marzo 2017 Ore 19:30
Sabato 18 Marzo 2017 Ore 22:00
Domenica 19 Marzo 2017 Ore 20:30