Cinema David
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Non c'è più religione



Una piccola isola del Mediterraneo e un presepe vivente da realizzare come ogni anno per celebrare il Natale. Purtroppo quest'anno il Gesù Bambino titolare è cresciuto: ha barba e brufoli da adolescente e nella culla non ci sta proprio. A Porto Buio però non nascono più bambini da un pezzo ma bisogna trovarne un altro a tutti i costi: la tradizione del presepe è infatti l'unica "resistenza per non scomparire". Il sindaco Cecco, fresco di nomina, vorrebbe chiederne uno in prestito ai tunisini che vivono sull'isola: peccato che fra le due comunità non corra buon sangue. Ad aiutarlo nell'impresa due amici di vecchia data: Bilal, al secolo Marietto, italiano convertito all'Islam e guida dei tunisini, e Suor Marta, che non ne vuole sapere di "profanare" la culla di Gesù. I tre si ritroveranno uno contro l'altro, usando la scusa della religione per saldare i conti con il proprio passato. Un lama al posto del bue, un Gesù musulmano e un ramadan cristiano, una chiesa divisa in due e una madonna buddista: un presepe vivente così non si vedeva da 2000 anni nella piccola isola di Porto Buio.

www.comingsoon.it

Non c'è più religione

Recensioni


Un presepe vivente multiculturale e multirazziale è ciò che inizia a prospettarsi agli abitanti dell'isola di Porto Buio. Il bambino che ha sempre interpretato Gesù nella culla è troppo paffuto e fuori età e, come ricorda una didascalia prima dei titoli di testa, l'Italia è il paese con il più basso tasso di natalità d'Europa. E anche sull'isoletta di Non c'è più religione di neonati non se ne vede l'ombra da tempo. Questa è una delle corde che Luca Miniero, regista e autore della sceneggiatura insieme a Sandro Petraglia e Astutillo Smeriglia, va a pizzicare nel raccontare una storia solo apparentemente incerta su cosa vuole essere.

Rivolgersi alla comunità musulmana sembra essere l'unica soluzione per poter onorare il Santo Natale con il tradizionale presepe, unico evento in grado di calamitare sull'isola qualche anima turistica. L'idea di avere un bambino arabo nella culla fa storcere gli abitanti più integralisti, soprattutto quando la mamma si candida a interpretare la Madonna, prendere o lasciare. Allestendo un contesto paradossale, Miniero si assicura una base per ancorare il relativo realismo del film permettendo alla commedia di fare il suo corso. Si scherza con battute innocue dal fornaio, si alza il tiro con la gag dello zaino-bomba e si rasenta il teatro dell'assurdo con la scena della doppia preghiera in chiesa. La mano del regista però è gentile e garbata, quel filo surreale che lega le situazioni mantiene intatta la poesia in sottofondo.

Lo spunto della bassa natalità passa in secondo piano. Le diversità culturali tra la comunità cattolica e quella musulmana guadagnano terreno, mentre parallelamente cresce il rapporto tra i personaggi interpretati da Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro. Amici di vecchia data e con qualche scheletro nell’armadio, i tre si ritrovano insieme facendo senza volerlo una sorta di punto sulle rispettive vite. Entra in scena il sentimento nostalgico del tempo andato, altra corda pizzicata dalla sceneggiatura e, per quanto non sia un tema portante, trova uno spazio nel quale inserirsi. Il presepe di Non c'è più religione è un magnifico pretesto (Hitchcock l'avrebbe chiamato MacGuffin) per parlare d'altro, con superficialità che in questo caso significa leggerezza. Il film mette in fila natalità, religione, amicizia, malinconia, paternità e tolleranza che, tra un sorriso e l'altro, lasciano al pubblico ottimismo e l'eventuale scelta di approfondire il tema che a livello personale possa aver coinvolto di più.

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Trailer



Orari degli spettacoli


Venerdì 30 Dicembre 2016 Ore 20:00
Venerdì 30 Dicembre 2016 Ore 22:00
Domenica 1 Gennaio 2017 Ore 18:00
Domenica 1 Gennaio 2017 Ore 20:00
Domenica 1 Gennaio 2017 Ore 22:00