Cinema David
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Sieranevada


Rassegna di qualità



Ricco di sfumature autobiografiche, Sieranevada di Cristi Puiu offre uno spaccato ironico e trascinante della Romania contemporanea, attraverso lo sguardo di una chiassosa famiglia locale, riunita in un modesto appartamentino di Bucarest per una cerimonia funebre. Tre giorni dopo l'attentato contro Charlie Hebdo e quaranta dopo la morte del padre, un medico sulla quarantina di nome Lary, si prepara a trascorrere la giornata con la famiglia al completo, in occasione della prima delle tre commemorazioni del defunto volute dalla tradizione rumena. Il rituale, rispettato da amici e famigliari, si trasforma in un confronto tra sopravvissuti, un dialogo confinato tra le pareti domestiche che tuttavia spazia e indaga la società moderna e passata, sfiorando temi come il comunismo e il consumismo, sventando allo stesso tempo complotti globali e bugie personali, spingendo il protagonista ad affrontare le sue paure e a riconsiderare il suo ruolo e la sua posizione all'interno del complicato nucleo. Le tensioni sempre più evidenti tra i presenti sono di natura diversa ed emergono a intervallare gli imprevisti che ritardano il momento di sedersi a tavola: preti in ritardo, costumi di carnevale sbagliati, sbornie da smaltire. Sul titolo: il regista cercava una parola ad effetto che non potesse essere tradotta nelle altre lingue ed evocasse vaghe risonanze western. 

Regista

Cristi Puiu

Attori

Mimi Branescu, Andi Vasluianu, Bogdan Dumitrache, Ana Ciontea, Dana Dogaru, Ioana Craciunescu

Durata

173 Minuti

Recensioni


Che meraviglia, il caos familiare (ma anche politico) messo in scena da Cristi Puiu. Quanta incredibile vita, e quanta onestà, cinematografica e intellettuale, escon fuori da Sieranevada, 2 ore e 53 minuti di film che avrebbe potuto durare un poco meno, certo, ma anche molto di più.
Perché, come ovunque, anche al cinema il tempo è relativo, e le quasi tre ore del film del rumeno scorrono via impetuose, trascinandoti con sé dentro una storia caotica e precisissima al tempo stesso, quasi interamente ambientata all'interno di un appartamento.

È lì, infatti, che si ritrova una famiglia in occasione della veglia funebre di commemorazione per il capofamiglia morto qualche tempo prima: c'è il figlio maggiore, Lary, che del film è il centro, e il nostro punto di vista privilegiato ma non esclusivo. Ci sono sua moglie, sua madre, sua sorella con marito e figlio piccolo, suo fratello. C'è una zia in crisi familiare con i due figli, una delle quali porta in casa anche una ragazza messa malissimo, sistemata in una stanza dove vomita a più riprese, mentre l'altro è convinto teorico della cospirazione sull11 settembre. Ci sono tre amici di famiglia, una coppia silenziosa e un'anziana che rimpiange i tempi di Ceasescu.
Ci sono altri personaggi che vanno e vengono, preti ortodossi e mariti fedifraghi, in un costante andirivieni turbolento e vorticoso, che Puiu osserva avendo il disimpegno dell'appartamento come perno principale dal quale osservare dialoghi, litigi, risa e pianti, insinuandosi di volta in volta in salone o in cucina, o in una camera da letto, attraverso lunghi piani sequenza congegnati e recitati in maniera talmente perfetta da annullare qualsiasi impressione di artificio, di costruzione.

Di cosa parla, Sieranevada? Di cosa si parla, nel film di Puiu? Si parla delle cose di cui si parla in qualsiasi chiassosa riunione familiare: del più e del meno, delle cose di famiglia, di politica. Ci si punzecchia, si ride, ci si offende, si litiga, ci si aiuta e si risolvono problemi. Vengono fuori sassolini rimasti per tanto nelle scarpe, e si sanciscono nuovamente legami profondi con un gesto o un abbraccio. Si fa un gran baccano, insomma, e si conclude poco o niente. E, come Lary, si finisce per arrendersi al casino, ad alzare le mani davanti all'ennesima questione da risolvere, e a prenderla a ridere, perché in fondo è l'unica cosa che ci rimane da fare.

Tranche de vie, pur trascinante, a parte, c'è però anche qualcosa di più in Sieranevada, di forse perfino troppo esplicitamente spinto sotto gli occhi e dentro le orecchie dello spettatore. Perché, assumendo di volta in volta abiti differenti (che saranno inevitabilmente, sempre, della taglia sbagliata), tutte le discussioni della famiglia di Lary trattano di una cosa: della verità, e di se e come farla emergere dalle acque scure della menzogna.
In un mondo dove non ci sono più punti di riferimento certi, liquido e caotico come l'andirivieni di parole e persone del film, dove non ci sono più i capofamiglia che avrebbero saputo come dirimere o una certa questione, o i dittatori di una volta che quando c'eran loro sì che le cose marciavano come si deve, siamo tutti un po' privi di bussola, anche morale, e della verità non sappiamo bene cosa fare. La verità ci fa anche un po' paura.

In fondo, allora, anche di fronte alla verità e alla sua complicatissima gestione, l'unica cosa da fare è quella. Sedersi, smetterla di agitarsi tanto e invano, e prenderla un po' a ridere, che la vita è troppo complicata per affannarsi e arrabbiarsi senza tregua.

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Trailer



Orari degli spettacoli


Giovedì 16 Novembre 2017 Ore 20:30