Cinema David
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Sully


Nel 2009 un volo di linea appena partito dall’aeroporto LaGuardia, New York, fu colpito da uno stormo di uccelli che provocò un evento rarissimo: l'avaria di entrambi i motori. Grazie a una mossa diventata nota nelle cronache giornalistiche come Miracolo sull’Hudson, il capitano Chesley “Sully” Sullenberger, pilota con un’esperienza di quarant’anni, riuscì ad atterrare sul fiume che costeggia l’isola di Manhattan, portando in salvo tutti i 155 passeggeri a bordo e gli assistenti di volo. Ultimo a uscire dall’aereo che stava iniziando ad affondare, fu subito salutato come un eroe.

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Sully

Recensioni


La storia che Sully racconta è quella meno nota dei giorni di inchiesta a cui fu sottoposto Sullenberger, insieme al suo primo ufficiale, per verificare se la sua scelta fu la migliore o, invece, un rischio azzardato che avrebbe complicato la soluzione senza traumi dell’incidente, cosa evitabile atterrando in un altro aeroporto di zona, o tornando indietro al LaGuardia.

Il dubbio prende per un momento anche Sully, che però rivendica come la sua fosse l’unica cosa da fare per uscirne senza schiantarsi al suolo, alle prese con una situazione inedita, in cui mai nessuno si è addestrato. 208 secondi in cui presero il controllo gli automatismi di una vita nei cieli e la freddezza di chi aveva piena consapevolezza di quanto stava facendo. La stessa consapevolezza - inflessibile dirittura morale - Sully la porterà nell’aula della commissione d’inchiesta, senza urlare, facendo parlare la registrazione di quei momenti e la verità. I due piloti ascoltano le registrazioni con gli occhi che si fanno lucidi, in un momento in cui scaricano la tensione di un’accusa ingiusta che mette a rischio la loro carriera e l’onore. Una delle scene più toccanti di questo capolavoro sull’eroismo di una vita al servizio della cosa giusta, come tassello offerto sull’altare del bene comune.

Il film indugia nella dimensione privata di quei giorni: nelle stanze d’albergo in cui i piloti vissero, nelle loro chiacchierate notturne o nelle corse per una New York deserta quando non riuscivano a dormire. Un mondo ovattato in cui le famiglie arrivavano solo al telefono per qualche momento, così come barlumi della enorme esposizione mediatica a cui furono sottoposti, e a cui parteciparono timidamente. Tom Hanks è straordinario nel suo indossare la maschera dell'uomo (americano) comune, in passato appartenuta di diritto a James Stewart, in una delle migliori interpretazioni della sua carriera, sicuramente la più matura. A spalleggiarlo più che degnamente un baffuto Aaron Eckhart.

Clint Eastwood ha preso una storia buona per un action edificante e retorico e ha realizzato uno dei suoi migliori film, una parabola di straordinaria attualità sul fare con scrupolo assoluto il proprio lavoro, quale esso sia. A Sully riesce il miracolo del risveglio dall’incubo della New York post 11 settembre, cancellando la paura che viene dall’alto attraverso un ristabilimento della quiete nel cielo sopra Manhattan. Lo fa rivendicando il fattore umano, ma senza luddismo passatista, utilizzando anzi la tecnologia per dimostrare la facilità dell’uomo di abusarne. In un mondo in cui vince chi urla e impone la propria immagine, a prescindere dalla competenza, Sully suggerisce all’America di ripartire dalle piccole cose, dall'etica del lavoro di un uomo comune che si riconosce solo all'interno di un lavoro di squadra. “Voglio che tu sappia che ho fatto del mio meglio”, dice alla moglie al telefono.

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Trailer



Orari degli spettacoli


Venerdì 16 Dicembre 2016 Ore 20:00
Venerdì 16 Dicembre 2016 Ore 22:00
Sabato 17 Dicembre 2016 Ore 18:00
Sabato 17 Dicembre 2016 Ore 22:00
Domenica 18 Dicembre 2016 Ore 19:00
Domenica 18 Dicembre 2016 Ore 21:00