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The founder


Cineforum



L’assurda storia vera di Ray Kroc, un venditore di frullatori dell'Illinois, e del suo incontro con Mac e Dick McDonald, che negli anni '50 avevano avviato un’attività di vendita di hamburger nella California del Sud. Impressionato dalla velocità del sistema inventato dai due fratelli per la preparazione del cibo e dalla folla di clienti attirati dal loro chiosco a San Bernardino, Kroc vide subito il potenziale per un franchising e fece di tutto per sottrarre la società ai fratelli creando un impero miliardario. Da autentico squalo ante litteram, snaturò il progetto dei due fratelli, ottimizzò il guadagno e si prese tutto, anche il nome. Così nacque la più grande catena di fast-food del pianeta: McDonald.

Regista

John Lee Hancock

Attori

Michael Keaton, Linda Cardellini, Patrick Wilson, Nick Offerman, Laura Dern, John Carroll Lynch, B.J. Novak

Durata

115 Minuti

Recensioni


Corre l’anno 1959, l’America è in pieno boom economico, i drive-in stracolmi di auto color crema e dalle forme sinuose regalano romanticismo e intrattenimento alle coppie, e il capitalismo è ancora "sostenibile" e parzialmente estraneo alla smodata avidità. E’ questo lo sfondo giallo-oro, beige e azzurro della straordinaria impresa di Ray Kroc, che non conosciamo come l’uomo che inventò McDonald's, bensì come lo scaltro imprenditore che trasformò un business artigianale ma rivoluzionario in un mastodontico franchise e quindi in una sorgente inestinguibile di dollaroni sonanti.

Dell’ex venditore di frullatori originario dell’Illinois qualcuno di celebre ha già parlato, o meglio "cantato": i Dire Straits, che al re del panino più cool del XX° secolo hanno dedicato "Boom Like That", stuzzicando l’appetito creativo del produttore Don Hanfield, che ha ingolosito lo sceneggiatore Robert Siegel e il regista John Lee Hancock. A mo’ di chef pluristellati, questi tre signori - diciamolo subito - hanno cucinato non un prodotto da fast-food cinematografico, ma un film che offre tanti spunti di riflessione e che si modifica continuamente in corso d’opera, passando dal character-study al ritratto di un paese intero colto in un momento di grande evoluzione.

La prima particolarità di The Founder è che la gloriosa avventura dei fratelli Dick e Mac McDonald (ben interpretati da Nick Offerman e John Carroll Lynch) viene ridotta a un’unica bellissima sequenza a cena in cui i due onesti ex trasportatori svelano il semplice ma ingegnoso successo del ristorantino walk-up a cui hanno dato vita dopo ore di pianificazione con un gessetto e una volenterosa squadra di dipendenti. In altre parole, quella che avrebbe dovuto essere una origin-story dall’iconografia pop e con la funzione di celebrare la qualità degli ingredienti e il rispetto del lavoratore diventa ben presto l'atto inizialedi tutta un’altra commedia, o piuttosto di un romanzo di formazione, laddove per formazione si intende un percorso prima in direzione dell’intraprendenza e poi dell’insana ambizione e di una smania di accumulo che suona incredibilmente attuale.

Se Kroc è contemporaneo che più contemporaneo non si può nel suo rappresentare l’anima guasta e senza scrupoli di un sistema economico impietoso più interessato allo sfruttamento che alla considerazione della dignità umana, è invece "antico" in un consapevole e sfacciato passaggio al "lato oscuro" che lo avvicina a Faust e a Dorian Gray, marci e corrotti dentro, smaglianti e impeccabili fuori. Rispetto a questo ottocentesco duetto di personaggi letterari, l’uomo dei multimixer nasconde fino a un certo punto il suo ghigno satanico, e Michael Keaton si ritrova davvero quasi a ringhiare in alcune scene, come un cane per che non è intenzionato a mollare l’osso. Perché Ray è orgoglioso di non essere né Ford, né Jobs né Edison né tantomeno un Charles Foster Kane, ma solo un ladro di idee. E ancora più orgoglioso di lui è The Founder stesso, a cui, più che un'ottima trovata, interessa chi riesce a tramutarla in un affare d'oro. E allora è normale che qui l’eroe e il villain arrivino a coincidere, che la crudeltà sia giustificata e il narcisismo avallato, che nei milkshake le polverine sostituiscano il latte e negli affari il pragmatismo prenda il posto dell’idealismo. Sono gli States di oggi, l’abbiamo detto, e il regista di Saving Mr. Banks non li guarda con occhio critico, celebrando piuttosto gli archi gialli, i Big Mac e i Sunday, nutrimento a basso costo per migliaia di famiglie.

Ora, nennemo noi critichiamo Kroc e i suoi modi da schiacciasassi, ma ci sembra che, proprio come lui, The Founder non abbia sempre grande personalità e inventiva, e che si perda, più o meno a tre quarti del racconto, in cavilli burocratici, regole e regolette, strette di mano. E’ come se a un certo punto, nel film, una scarsa capacità di padroneggiare la complessità dell’argomento finisse per affossare la passione che dovrebbe caratterizzare ogni storia che riguarda un uomo e il suo sogno. Anche la piacevole e inarrestabile ridefinizione della personalità di Ray Kroc inevitabilmente si blocca, ostacolata da un montaggio troppo rapido.

Restano ua notevole prima parte e la mirabile performance di Keaton, logorroico e funambolico, sinistro e franco, piacevolmente in bilico fra antipatia e fascino.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Mercoledì 6 Settembre 2017 Ore 20:30