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Tolkien


Tolkien, film diretto da Dome Karukoski, è un biopic dedicato all'autore della saga del Signore degli Anelli che ripercorre gli anni di formazione dello scrittore e le esperienze che lo hanno portato alla stesura dei romanzi della Terra di Mezzo. Orfano sopravvissuto alla Prima guerra mondiale, J.R.R. Tolkien ricorda la sua giovinezza: gli studi, il primo amore, gli amici e i litigi, senza tralasciare l'ispirazione artistica, trovata in un gruppo di compagni emarginati a scuola, che trovano coraggio l'uno nell'altro.
Questo forte legame di amicizia si rafforza negli anni creando una compagnia fedele, come quella dell'anello - formata da artisti - che solo lo scoppio del primo conflitto mondiale rischierà di fare a pezzi. Proprio queste esperienze personali, tra cui la relazione con Edith Bratt e la fascinazione per il folklore nordico, spingeranno Tolkien a scrivere la serie di romanzi della Terra di Mezzo.

Regista

Dome Karukoski

Attori

Nicholas Hoult, Lily Collins, Mimi Keene, Genevieve O'Reilly, Pam Ferris, Craig Roberts, Derek Jacobi, Laura Donnelly, Colm Meaney, Patrick Gibson, Anthony Boyle, Tom Glynn-Carney, Harry Gilby

Durata

112 Minuti

Recensioni


"In un buco nel terreno viveva uno hobbit"… bisogna aspettare diverso tempo e una moltitudine di scene prima di vedere scrivere a John Ronald Reuel Tolkien queste parole, che sappiamo aprire "Lo Hobbit", la prima incursione dello scrittore inglese nella Terra di Mezzo. Al regista finlandese Dome Karukoski, e soprattutto agli sceneggiatori David Gleeson e Stepheh Beresford, stava infatti a cuore non la ricostruzione e la celebrazione della fama e fortuna di JRRT adulto, ma la sua sciagurata infanzia e difficoltosa adolescenza, e l'ispirazione per quei personaggi che hanno popolato il suo e il nostro immaginario, fra la Contea, Rohan, Isengard e Mordor, e che hanno combattuto acerrime e sanguinose battaglie. E con una battaglia comincia il film a cui la famiglia Tolkien (chissà perché) non ha dato il proprio benestare, e non una battaglia qualsiasi, ma "la" battaglia, il conflitto che fu per gli inglesi un doloroso rito di passaggio, o meglio il sospetto che la loro grandeur potesse andare distrutta fra la polvere e il fuoco delle trincee: la battaglia della Somme, durata mesi e terminata con un bilancio disastroso di morti e feriti. Arrivò, con tutta la Prima Guerra Mondiale, dopo un periodo di rinascita culturale e di libertà seguite all'eccessivo rigore e conservatorismo dell'era vittoriana.

Tolkien ci racconta questo tempo felice in una prima parte di film che, per quanto calligrafica e un po’ accademica, è un ottimo ritratto d'epoca, in particolare una riflessione sulla forza propulsiva della cultura, che per il giovane John Ronald e i suoi amici della Tea Club Barrovian Society era lo strumento per compiere una rivoluzione. Cambiare il mondo attraverso l'arte, la poesia, la letteratura e la musica era possibile, e che ammirazione suscitano in noi gli studenti adolescenti della King Edward School, che Tolkien cominciò a frequentare quasi per caso e che avevano anche loro un personalissimo "carpe diem", proprio come gli scolari de L'attimo fuggente. Sono questi 4 ragazzi, o meglio l'amicizia che li unisce, il cuore pulsante di Tolkien, e la ragione della continua esaltazione della fratellanza nelle opere dell'autore de "Il Signore degli Anelli", che qui cerca ostinatamente, tra il fango, la fuliggine e le granate, il poeta Geoffrey Smith, aiutato da un soldato semplice che, guarda caso, si chiama Sam.

Ma la guerra così come ci viene mostrata, è anche il "luogo" dove cercare i Nazgûl, i draghi e lo stesso Sauron, che, quando appare per un istante, rimanda ovviamente ai film di Peter Jackson, che sono "mostri" con cui, pur non volendolo, Tolkien si deve confrontare, arrivando a mettere in discussione la sua ferrea volontà di essere un racconto del "prima". Se non altro, nella parte bellica, il film è potente e drammatico, e Nicholas Hoult finalmente si spettina, si sporca e si scompone, lui che per la restante parte della storia era rimasto troppo trattenuto. Non che la sua aria da scolaretto intelligente e precisino guasti con il personaggio che interpreta. Il suo giovane Tolkien fa simpatia e padroneggia perfettamente le lingue che il nostro inventò e la sua abilità nel disegnare creature a metà fra le figure della mitologia celtica e il ragnaccio che poi avvolgerà Frodo in una ragnatela mortale.
Ma è in questo atto intermedio che Tolkien è più debole, perché eccessivamente classico, "pulitino", come bloccato da una sorta di timore reverenziale e perciò freddo e quasi ingabbiato nell'austerità delle aule di Cambridge o tra le mura dell'edifico edoardiano in cui JRR crebbe da orfano, fra stanze con le carte da parati di William Morris, poca luce e tanto legno.

E però, ci sono anche scene di una bellezza abbacinante, con il giovane Tolkien e la sua adorata Edith (Lily Collins) che sentono un'opera di Wagner dai magazzini del teatro o un pranzo con tanto di stimolante conversazione sulle parole e sulla maggiore importanza da accordare ora al loro suono ora al significato. C'è della dolcezza in questi attimi, nei quali il film si fa ode gentile, oltre che omaggio rispettoso e formalmente ineccepibile, con una mise en scene che non ammicca al fantasy ma preferisce il realismo, anche se si tratta di un realismo a volte ovattato, visto che Tolkien è anche una lettera d'amore di un fan a un suo nume tutelare. Il fan, che poi è il regista, ogni tanto si scorda i personaggi secondari (con l'eccezione di Edith e del professore di filologia con il volto di Derek Jacobi), ma non dimentica di celebrare ciò che il suo beniamino ha rappresentato e continua a rappresentare per molti di noi, e cioè qualità umane come l'amore per la scoperta, il desiderio di sacrificarsi per gli altri e la speranza che il bene vinca sul male. La variegata Compagnia dell'Anello credeva in simili valori, ed è questo il senso dell'opera di Tolkien, e se l'intento del film a lui dedicato era ricordarcelo, allora il biopic ha raggiunto il suo scopo, nonostante i pochi fremiti e una timidezza che nega, di tanto in tanto, ogni afflato epico.

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Trailer



Orari degli spettacoli


Giovedì 23 Gennaio 2020 Ore 20:30