Cinema David
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Tre manifesti a Ebbing, Missouri



Dopo mesi trascorsi senza passi in avanti nelle indagini sull'omicidio di sua figlia, Mildred Hayes decide di prendere in mano la situazione e "rimbeccare" le indolenti forze dell'ordine. Sulla strada che porta in città, la madre furente noleggia tre grandi cartelloni pubblicitari sui quali piazza una serie di messaggi polemici e controversi, rivolti al capo della polizia William Willoughby. Lo stimato sceriffo di Ebbing prova a far ragionare la donna, ma quando viene coinvolto anche il vice Dixon, uomo immaturo dal temperamento violento e aggressivo, la campagna personale di Mildred si trasforma in una battaglia senza esclusione di colpi, calci, schiaffi, morsi, insulti e frasi scurrili.

Regista

Martin McDonagh

Attori

Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Peter Dinklage, John Hawkes, Abbie Cornish, Caleb Landry Jones, Lucas Hedges, Kerry Condon, Zeljko Ivanek, Amanda Warren

Durata

115 Minuti

Recensioni


I più attenti l'avevano già capito con In Bruges, e anche col sottovalutato 7 psicopatici, che Martin McDonagh aveva stoffa e talento per fare il regista ad altissimi livelli, lui che che era già considerato uno dei maggiori commediografi viventi.
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri - che è bello fin dal titolo, e dal manifesto diffuso mesi prima il debutto del film sugli schermi del Festival di Venezia - è la consacrazione sua e la conferma di queste considerazioni.

Com'è giusto che sia, considerato da dove viene il suo autore, Three Billboards è un film che nasce sulla base di una sceneggiatura solidissima: tanto per l'intreccio che mescola commedia nera, neo-noir e western contemporaneo con sfacciata agilità, quanto per i dialoghi che sono secchi, divertentissimi, pieni di d'insulti e di sarcasmo ma senza l'ombra di inutili tarantinismi. Come non ha nulla di coeaniano, ma è estremamente personale, il giocare sottile del film con l'assurdo e il paradossale.
E però McDonagh è uno che sa sempre molto bene dove mettere la macchina da presa e come muoverla; uno che ha un gran bel gusto per l'inquadratura ma non si perde in inutili svolazzi estetici e retorici.
Come se questo non bastasse, è anche uno che sa dirigere benissimo i suoi attori: e qui Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell (ma anche tutti gli altri) sono pressoché perfetti.

Potrebbe bastare, perché in tutta onestà non si sa bene cos'altro si possa chiedere a un film, prima di ogni altra cosa, se non raccontare una bella storia e a raccontarla molto bene.
E invece Three Billboards è ancora qualcosa di più: è un film che non tira mai in ballo esplicitamente questioni "alte", che rimane attaccato con orgoglio alle dinamiche dei generi e ai loro codici, ma che è anche capace di evocare per struttura e personaggi gli archetipi più incisivi della tragedia greca senza scimmiottarli, e che riesce a essere intensamente e dolorosamente politico senza mai dare l'impressione di volerlo essere, o di volerlo sbandierare.

Una madre in cerca di giustizia, o di vendetta, per la morte atroce di una figlia; uno sceriffo malato; i suoi assistenti razzisti e bifolchi; un mondo violento e indifferente, ignorante; odio che alimenta altro odio, violenza che si somma alla violenza. Fino a quando un gesto estremo non apre uno spiraglio alla calma e alla compassione, non versa una goccia d'amore in quel mare scuro e profondo fatto di cattiveria riuscendo - forse - a dare la stura a un processo inverso. Perché, se il male è contagioso, può esserlo anche il bene.
Ma attenzione, perché McDonagh non è tipo da buonismi zuccherosi, e rimane ruvido e cinico fino alla fine: una fine che è aperta, che è tutta da vedere.

Ebbing, Missouri, è un concentrato degli Stati Uniti d'America, e del mondo in cui viviamo. Un mondo sporco e cattivo, dove il male accade senza motivo, o per abitudine, o per pigrizia, o per vendetta. Un mondo difficile, da affrontare solo se si hanno le spalle abbastanza larghe per farlo, ma nel quale la speranza non è ancora andata perduta, sebbene siano necessari sacrifici estremi e dolorosi, per riaccenderne la flebile fiamma.
Accenderla e tenerla viva - dice McDonagh tenendoci attaccati allo schermo, facendoci ridere, appassionare e commuovere - sta ai personaggi; sta a noi.
Chissà se ce la faremo.

www.comingsoon.it


Trailer



Orari degli spettacoli


Venerdì 26 Gennaio 2018 Ore 20:30
Sabato 27 Gennaio 2018 Ore 20:30
Domenica 28 Gennaio 2018 Ore 20:30
Sabato 3 Febbraio 2018 Ore 20:30
Domenica 4 Febbraio 2018 Ore 20:30